Attore e pilota da corsa straordinario, Paul Newman ("Fast Blue Eyes") sapeva correre e sapeva vivere.
Probabilmente il grande amore era sbocciato nel ’69 durante la partecipazione al film di James Goldstone “Indianapolis, pista infernale”, al quale aveva lavorato pure la moglie Joanne Woodward.
Newman si era appassionato al mondo delle corse prima come pilota e poi come proprietario di scuderia, e non lo avrebbe mai più abbandonato.
Nel '72 l’attore americano esordisce al volante alla guida di una Lotus. In seguito prende parte ad una serie di competizioni del Champ Car, meno famoso e remunerativo del circuito americano di gare extra Formula 1, il Nascar. Nel 1979 tocca il punto più alto della sua carriera da pilota piazzandosi al secondo posto nella 24 Ore di Le Mans con una Porsche 935 guidata con Rolf Stommelen e Dick Barbour.
Nel 1995, a settant’anni compiti, coglie il successo nella categoria prototipi GT1 della 24 Ore di Daytona a bordo di una Ford Mustang Cobra, risultando il più anziano di sempre sul primo gradino del podio. Intanto Newman si era aggiudicato pure quattro titoli nella categoria Sports Car Club of America ed era stato pilota del Bob Sharp Racing Team (per il quale hanno corso anche Teo Fabi e Al Unser) per lo più al volante di auto Nissan, di cui è stato a lungo anche testimonial.
Nemmeno il dolore causatogli nell’87 dalla morte in pista dell’amico e compagno di tante gare Jim Fitzgerald aveva raffreddato il suo entusiasmo per le quattro ruote. Tanto che nel 1999 si era tolto la soddisfazione di guidare una Ferrari 355 TB in una delle corse del campionato Challenge Usa organizzato dalla Ferrari North America sul circuito di Lime Rock in Connecticut.
Nel 1983, con Carl Haas, aveva dato vita ad un team che avrebbe partecipato prima al campionato americano di Formula CART, poi a quello Indy, avvalendosi di big del volante quali Nigel Mansell e Mario Andretti. La Newman/Haas/Lanigan Racing con sede a Lincolnshire nell’Illinois disputa tuttora il campionato americano Champ Car: tra quelli in attività, dopo la Penske, è il team che ha vinto più titoli (ben otto) in questa categoria.
In seguito Newman ha fondato insieme a Eddie Wachs la Newman Wachs Racing per partecipare al Champ Car Atlantic Championship, le cui vicende sono narrate nel film-documentario “Super Speedway”.
Nel 2004 l’attore era uscito vivo per miracolo da un pauroso incidente: durante una sessione di prove l’auto da lui guidata sul circuito di Daytona si era improvvisamente incendiata. Nel maggio 2006, in occasione del suo ultimo viaggio in Italia, Jean Todt gli aveva fatto provare un nuovissimo modello della casa del Cavallino rampante: un fantastico regalo per gli ottant’anni compiuti da poco.
A 83 anni, Paul Leonard Newman non accennava a rallentare il ritmo della vita. Nulla sembrava scomporre "occhi blu", neppure l'idea che tante primavere si erano posate sulle sue spalle atletiche. E con il suo andare dondolante, rilassato, proseguiva nella marcia verso nuovi successi, senza trascurare neppure i suoi impegni sociali.
Il 26 settembre 2008 "Fast Blue Eyes" se ne è andato.
Dio solo sa cosa avrebbe potuto fare se avesso vissuto qualche altro anno.
ALLA MEMORIA di Paul Leonard Newman ... Fast Blue Eyes.